STORIA

Il Castello di Lettere, attualmente Parco archeologico, per la sua posizione geografica rappresenta un nodo strategico “ideale” tra i comuni dei Monti Lattari e la piana costituita dai comuni di Castellammare di Stabia, Pompei e Torre Annunziata. Dal punto di vista storico-archeologico il Castello di Lettere  è un raro esempio di architettura normanna-medioevale pervenuto fino ai giorni nostri nella sua straordinaria interezza tipologica e culturale. La Rocca e il villaggio fortificato si pongono quindi come un fondamentale strumento di promozione del territorio e di potenziamento dell’attrattività culturale grazie alla realizzazione di nuovi itinerari culturali diversi da quelli tradizionali.

Il Castello è ubicato nel Comune di Lettere, paese arroccato sulle colline tra Napoli e Salerno, a circa 35 Km di distanza da entrambi i capoluoghi di provincia. Si tratta di  un complesso monumentale edificato nel X secolo sulla collina di San Nicola del Vaglia probabilmente dagli amalfitani, a circa 340 m sul livello del mare. Il castello è a forma trapezoidale con quattro torri: una, detta Torre del Grano, in quanto utilizzata per lo stoccaggio del cereale, è più bassa rispetto alle altre tre, le quali presentano una base scarpata; in una torre inoltre è stato ricavato anche un lavatoio in muratura e diverse vasche. Aveva la funzione di prevenire gli attacchi dal Golfo di Napoli al Ducato di Amalfi ed era costituito da una chiesa, dalle abitazioni e da diverse botteghe, il tutto perfettamente protetto dalle solide mura. Con i Normanni, la fortezza venne ampliata con l’edificazione di nuove mura e della porta di accesso principale attraverso un ponte levatoio. Inoltre, in quest’epoca fu realizzata la cattedrale in stile romanico. Nel 1263, il castello divenne feudo Svevo e passò a Riccardo Filangieri che realizzò il Mastio e una torre. Con gli angioini, durante la guerra del vespro, il Castello fu oggetto di diversi lavori finalizzati ad ospitare nuovi sistemi difensivi attraverso l’ampliamento della cinta muraria e la realizzazione di una nuova torre a sud. In periodo aragonese, il Castello perse la sua funzione difensiva divenendo residenza privata e vennero realizzate diverse aperture a finestre soprattutto lungo le mura. Persa in seguito qualsiasi funzione sia militare che abitativa, il conseguente stato di abbandono lo ridusse a un rudere: soltanto tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo sono stati effettuati importanti lavori di ristrutturazione, grazie ai quali è stato possibile recuperare le mura perimetrali e le torri, riportandolo almeno in parte all’antico splendore.

Nel luglio 2007, nell’area intorno al castello sono iniziati degli scavi archeologici che hanno riportato alla luce diverse strutture che si ricollegavano alla fortezza quali una casa a torre del X secolo e resti di edifici realizzati in pietra calcarea, uniti con malta di calce. Le indagini archeologiche realizzate nel 2016 hanno infatti permesso di recuperare molto materiale ceramico, soprattutto proveniente dalla zona dell’abitato e della cattedrale. I reperti rinvenuti coprono un arco cronologico compreso tra il X ed il XVI sec.,  confermando quando sappiamo dalle fonti sull’origine del castello e del villaggio e sulle sue fasi di vita. Questi reperti permettono di ricostruire i contenitori utilizzati quotidianamente sulla tavola, nella cucina e nei magazzini dagli abitanti di Lettere, oltre a rivelare una serie di contatti commerciali con i centri dell’Africa Settentrionale, della Spagna e della Sicilia toccati dalle rotte commerciali gestite dagli amalfitani.

Con Delibera n.20 del 1 aprile 2015 la Giunta del Comune di Lettere presieduta dal Sindaco avv. Sebastiano Giordano ha approvato il progetto definitivo, rimodulato, avente come oggetto “Lavori di Scavo e di Studio, con interventi di Restauro e Sistemativi per la Valorizzazione e la Fruizione del Sito Archeologico di Lettere”. Il Progetto è stato interamente finanziato dalla Regione Campania, POR 2007-2013, Asse 1 – Sostenibilità Ambientale e Attrattività Culturale e Turistica.

E’ stato finalizzato al miglioramento della fruibilità del complesso monumentale attraverso l’attuazione di un omogeneo intervento di restauro e valorizzazione dell’intero borgo archeologico che ha previsto principalmente:

– il completamento del restauro delle evidenze archeologiche;

– il recupero funzionale delle strutture antiche (Castello, Abitato e Cattedrale);

– la fruibilità dell’intero borgo mediante interventi di restauro e recupero del patrimonio di valore storico, artistico, architettonico, archeologico e paesistico.

Per migliorare l’accessibilità dell’intero Castello e ricongiungere idealmente le differenti aree culturali in esso ubicate, si sono realizzati una serie di percorsi che collegano tra loro i diversi monumenti, creando un ponte ideale tra il passato e il presente.

Il progetto ha previsto anche un significativo recupero funzionale degli accessi antichi attraverso la ricostruzione dell’originario ingresso principale al Castello, posto lungo il lato Nord, e realizzato tramite una rampa in acciaio. Questa, riproponendo il tracciato di quella originaria in pietra, ne rispetta le preesistenze archeologiche, ed accompagna il visitatore fino al portone d’ingresso alla Rocca.

Lo scopo principale di ciò che si è realizzato è il miglioramento dell’offerta turistica dell’intero territorio comunale, incentivando il progressivo processo di valorizzazione culturale dell’area.